Arthur Schopenhauer - Massima n°32 L'arte di essere felici

Almeno i nove decimi della nostra felicità sono dovuti esclusivamente alla salute.
Da essa dipende anzitutto la serenità d'animo: dove questa è presente , le condizioni esterne più ostili e sfavorevoli appaiono più sopportabili di quanto non siano quelle più felici quando la salute malferma rende insofferenti e timorosi.
Si confronti il modo in cui nei giorni di salute e di serenità si vedono le cose con il modo in cui queste stesse appaiono nei giorni di malattia.
Ciò che ci rende felici o infelici non è quello che le cose sono realmente nel contesto esterno dell'esperienza, ma quello che esse sono per noi, dal nostro punto di vista.
Inoltre la salute, con la serenità che la accompagna, può sostituire ogni altra cosa, ma niente può prendere il suo posto.
Insomma,senza la salute non si può assaporare alcuna felicità esterna, che dunque per chi la possiede ma è malato non c'é; quando invece c'é la salute ogni cosa è una fonte di piacere, ed è per questo che un mendicante sano è più felice di un re malato.
Non è quindi senza ragione che ci si informa sempre reciprocamente su come va la salute, non su altre cose, e ci si augura di star bene: sono questi infatti i nove decimi di ogni felicità.
Ne consegue che la follia più grande è sacrificare la propria salute, quale che ne sia il motivo: il guadagno, e perfino la lussuria e i piaceri fugaci.
Piuttosto, ogni altre cosa dev'essere sempre posposta alla salute.

Arthur Schopenhauer
Esprimendosi.com
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