Arthur Schopenhauer - Massima n°7, L'arte di farsi rispettare

L'onore, ovvero l'opinione generale degli altri, si fonda in ultima analisi sulla supposizione che l'uomo non cambi mai ma rimanga quel che è, e che quindi lo si troverà sempre di nuovo così come ha mostrato di essere una volta.
E' per questo che l'inglese character sta per <<buon nome>>, <<reputazione>>, <<onore>>; una volta perduto, non può in alcun modo venire ristabilito: da nulla al mondo.
Ciò lo distingue da tutti gli altri beni e gli attribuisce un valore pressoché assoluto.
Dice Shakespeare:


Good name in man and woman, dear my lord, 
Is the immediate jewel of their souls.
Who  steals my purse steals trash; 'tis something, nothing;
'T was mine, 'tis his, and has been slave to thousands.
But he that filches from me my good name
Robs me of that which not enriches him.



Solo quando la perdita dell'onore è dovuta semplicemente a un inganno, o è nata dalla calunnia o dalla falsa parvenza, esso può venire ristabilito tramite lo smascheramento.
In questo caso, però, anche la sua perdita era in realtà solo apparente, giacché esso non era perduto ma solo temporaneamente smarrito.
Viceversa, c'é pure un ristabilimento soltanto apparente dell'onore in realtà perduto, per esempio quello che si ottiene grazie al mutamento del clima generale o cambiando nome; infine, si può perdere un tipo di onore e tuttavia mantenere un altro più generale: per esempio, chi ha perduto il suo onore pubblico mantiene ancora quello privato; analogamente, c'é chi rinuncia del tutto a un genere di onore pur attenendosi ancora strettamente all'altro, per esempio truffa nei suoi commerci, ma non ruba affatto, oppure è un brigante, ma sulla sua parola si può contare.


L'honneur est comme une isle escarpée et sans bords: 
On n'y peut plus rentrer dès qu'on en est dehors.


Boileau, Satires, 10'


Arthur Schopenhauer

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