Poesie di Hermann Hesse, Sogno del paradiso

Fiori azzurri profumano qua e là,
con lo sguardo pallido m'imprigiona il loto,
ogni foglia custodisce un incantesimo,
da tutti i rami occhieggiano serpi mute.
Corpi slanciati escono dai calici,
con occhi di tigre scrutano dal verde
di paludi in fiore pallide donne in agguato,
nei cui capelli ardono fiori rossi.
C'è un forte sentore di procreazione e seduzione,
di cupa voluttà e inattesi peccati
che esce irresistibilmente dalla terra assonnata,
un frutto dopo l'altro c'induce a contatti carezzevoli,
sensualità e voluttà spirano in ogni alito
d'aria tiepida gonfia di libidine,
come gioco di dita al seno e al ventre
delle donne, le serpi giocano con astuzia.
Non l'una o l'altra vuole conquistarmi,
tutte fioriscono allettanti, infinite,
le sento tutte, tutte a me felicemente vicine,
un bosco di corpi, un mondo di anime.
E lentamente cresce la beata pena del disio
e mi dissolve, mi dispiega in tante direzioni,
mi struggo per la donna, per l'albero e il mare,
per la fonte, il loto, per la vastità del cielo,
con mille ali si dispiega
l'anima mia che credevo una,
si fa, moltiplicandosi, universo variopinto,
muoio a stesso e sono al mondo unito.


[1926]
Esprimendosi.com
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