William Shakespeare, Venere corteggia Adone

(Sei frammenti dal poemetto << Venere e Adone >>)

<< O tu, di me tre volte ancor più bello,
fiore unico, dolcezza senza pari,
più florido di ninfa o di mortale,
più di colomba o rosa roseo e bianco!
In te Natura raggiunge il suo vertice,
annuncia che con te finisce il mondo.
Scendi dal tuo destriero, o meraviglia,
e la sua testa orgogliosa assicura
con le briglie al pomo della sella.
Se mi concedi questa cortesia,
ti svelerò mille segreti dolci;
se siedi qui, dove serpe non sibila,
accanto a me, ti coprirò di baci!
Non stancherò le tue labbra saziandole:
le renderà più avide l'accesso,
io le farò arrossire e impallidire
in modi sempre nuovi; dieci baci
saranno un bacio, un solo bacio venti.
E' breve quanto un'ora il giorno estivo
se spesso in questi giochi, i più incantevoli!>>


<< Fiero del tuo potere, oh, non vantarti
di dominare colei che ha sconfitto
il dio guerriero; premi con le labbra
le mie labbra. Non saranno belle
come le tue, però sono vermiglie!
Dammi un bacio, e quel bacio sarà nostro.
Perché guardi la terra? Alza i tuoi occhi,
la tua bellezza i miei rifletteranno.
Ecco, gli occhi s'incontrano ... E le labbra?
Ti vergogni a baciarmi?

<<Tu sprechi il tempo, consumi i tuoi doni,
sciupi la tua bellezza in solitudine.
Il fiore, appena sboccia, devi coglierlo:
poi reclina, in un soffio è già appassito...
Fossi io sgraziata, orribile, grinzosa,
curva, volgare, immonda, sguaiata,
vile, consunta, asmatica, sciancata,
orba, sterile, fossi arida e secca,
ti capirei, perché hai diritto al meglio.
Ma io non ho difetti: perché odiarmi?
Guardami: ho fronte liscia e luminosa,
ho gli occhi chiari, vivaci, splendenti,
la mia bellezza ogni anno si rinnova
come la primavera, la mia carne
è dolce, sensuale, arde il mio sangue ...
Ah, se stringessi la mia mano morbida!
Ah, se le nostre mani fossero una!
Vuoi che ti parli? Incanterò il tuo orecchio.
Vuoi che io, fata, mi libri sull'erba?
Vuoi che io, ninfa, danzi a chiome sciolte
sulla sabbia, e non lasci le mie orme?
E' spirito di fiamma Amore vero,
è senza peso, si innalza leggero ... >>

<<Dolce fanciullo, amore è così lieve!
Tanto grave è per te? Perché ti opprimi?
Forse che in cuore ami solo il tuo volto
o la tua destra vuole solo stringere
la tua sinistra? Ma allora corteggiati,
amati e poi respingiti, sii schiavo
di te stesso, e rimpiangi d'esser libero ....
Narciso, amando sé, perse se stesso
perché volle abbracciare il suo riflesso>>.

<<Duro, tenace sei, acciaio, pietra,
più che pietra: la pietra all'acqua cede.
Perché tu, generato da una donna,
non conosci l'amore e i suoi tormenti?
Fosse stata, tua madre, un'insensibile,
sarebbe morta sola, e tu mai nato ...
Che idea ti fai di me, che mi disprezzi?
Deturpi le tue labbra, se mi baci?
Parlami, o dolce; ma sii dolce, o taci ...>>

<<O tu, il più bello fra tutti i mortali!
Fossi tu dea, e uomo fossi io,
tuo il cuore ferito, e non il mio!
Per un tuo sguardo ti soccorrerei,
anche se per curarti la ferita
dovessi perdere il corpo, la vita!>>

William Shakespeare


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