Breve biografia di Catullo


Gaio Valeri Catullo nacque a Verona intorno all'84 a.C. Da famiglia nobile e ricca, poco più che ventenne, intorno al 61-60, si trasferì a Roma, dove si inserì  negli ambienti intellettuali e mondani, legandosi in amicizia, tra l'altro, con il gruppo di poetae novi, i giovani poeti dell'avanguardia culturale. A Roma, verso il 58, conobbe anche Lesbia, la bella e dissoluta sorella, a quel che pare, del tributo
Clodio e da quel momento la sua vita si concentrò tutta sull'amore per lei: un amore appassionato e tormentato che non finì, per lui, neanche dopo la rottura definitiva. Morì, appena trentenne, nel 54 a.C. Il suo LIber, la sua raccolta di versi, fu messo insieme, dopo la sua scomparsa, dagli amici, in una redazione probabilmente incompleta. Poeta lirico per eccellenza, Catullo è, nella memoria di tutti, con una inevitabile semplificazione riduttiva della sua arte, il poeta dell'amore: ora felice e ora disperato, ora tenero e ora violento, sempre sensibile, appassionato, impulsivo e tormentato, sempre capace di esprimere con immediatezza, in un linguaggio raffinato ed elegante ma ricco di espressioni popolari e gergali, la complessa trama dei suoi sentimenti. Taluni dei suoi versi, perciò sono diventati emblematici dello stato d'animo di chi ama e soffre davvero e come tali sono stati spesso citati dagli autori di tutti i tempi. Un suo distico, in particolare, per la sua brevità epigrammatica e per la sua pregnanza concettuale, è considerata la più compiuta sintesi delle laceranti contraddizioni che travagliano ogni innamorato ingannato e tradito ma incapace di non amare: Odi et amo. Quare id faciam, fartasse requiris./ Nescio, sed fieri sentio et excrucior, "Odio e amo. Forse vuoi sapere come faccio./ Non lo so, ma sento che è così e soffro".


Alcune su frasi celebri:


Il sole può tramontare e poi risorgere. Noi, invece, una volta che il nostro breve giorno si spegne, abbiamo davanti il sonno di una notte senza fine.

Bisogna sapere dare per perduto quello che si vede bene che si è perduto.

Il poeta deve essere casto e pio, ma non è necessario che tali siano i suoi versi.

Ognuno ha il suo difetto, ma non se lo vede.

Non c'è niente di più inopportuno di una risata inopportuna.

L'ozio ha mandato in rovina molti re e molte città opulente.




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