Sonetti 50

William Shakespeare

Com' è gravoso procedere nel mio viaggio,
quando quel che cerco, la fine di un affaticato andare,
non altro sollievo e riposo ingenera che dire:
<<Tante sono le miglia che dal tuo amico ti separano>>.
L'animale che mi porta, stanco della mia pena,
procede lento, sopportando con me l'affanno,
come se per istinto avesse appreso
ch'io non ho fretta di andar da te lontano.
Neppure lo sprono, che la mia ira talora affonda
nei suoi fianchi, ne spinge il passo;
il rassegnato gemito con cui mi replica
reca più tormento a me che alle sue carni,
Perché mi ricorda: è il dolore che mi sta innanzi,
ed è il diletto ch'io mi lascio appresso.


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