Giosuè Carducci, Notte di maggio

Non mi seren di più tranqulla notte
Fu salutato da le vaghe stelle
In riva di correnti e lucid'onde;
E tremolava rorida su 'l verde,
Rompendo l'ombre che scendean da' colli,
L'antica errante, solitaria luna.

CAndida, vereconda, austera luna:
Che vapori e tepor per l'alta notte
Saliamo a te da gli arborati colli!
Parea che in gara a le virginee stelle
Si svegliasser le ninfe in mezzo il verde,
E un soave sussurro era ne l'onde.

Non tale un navigar d'oblio per l'onde
Ebbero amanti mai sotto la luna,
Qual io disamorato entro il bel verde:
Ché solo a i buoni splender quella notte
Pareami, e da gli avelli e da le stelle
Spirti amici vagar vidi su i colli.

O voi dormenti ne i materni colli,
E voi d'umili tombe a presso l'onde
Guardanti in cielo trapassar le stelle;
Voi sotto il fiso raggio de la luna
Rividi io popolar la cheta notte,
Lievi strisciando su 'l commosso verde.

Deh, quanta parte de l'età mia verde
Rivissi in cima a i luminosi colli,
E vinta al basso rifuggia la notte!
Quando una forma verso me su l'onde,
Disegnata nel lume de la luna,
Vidi, e per gli occhi le ridean le stelle.

Ricorditi: mi disse. Allor le stelle
Furon velate, e corse ombra su 'l verde:
E di sùbito in ciel tacque la luna;
Acuti lai suonarono pe' colli;
Ed io soletto su le flebili onde
Di sepolcro sentii fredda la notte.

Quando la notte è fitta più di stelle,
A me giova appo l'onde entro il bel verde
Mirar su i colli la sedente luna.

Giosuè Carducci
Esprimendosi.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...