Breve biografia di Arthur Schopenhauer


Arthur Schopenhauer nacque a Danzica nel 1788 e morì a Francoforte nel 1860. Filosofo e letterato, intraprese la carriera accademica ma lasciò ben presto l'insegnamento per ritirarsi  a vita privata. Il suo pensiero - specialmente l'identificazione della realtà con una oscura e universale <<volontà di vivere>> che produce solo dolore e da cui l'uomo può liberarsi solo attraverso la moralità. l'arte e l'ascesi, che lo portano a cogliere per brevi istanti l'essenza della vita e la sua assoluta vanità - e il suo pessimismo hanno esercitato una notevole influenza sulla letteratura e la cultura europee a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, da Wagner ai simbolisti francesi, a tutte le correnti irrazionalistiche del primo Novecento. Gli Aforismi sulla saggezza del vivere (Aphorismen zur Lebensweisheit) che fanno parte dei Parerga e Paralipomena pubblicati nel 1851, son una silloge di riflessioni su <<ciò che si è>>, <<ciò che si ha>> e <<ciò che si rappresenta>> e, soprattutto, un repertorio di massime e di consigli sia di tipo generale sia di tipo individuale sul comportamento del singolo nei confronti di se stesso, degli altri e del destino.

Di seguito alcune sue massime famose:


  • I pregi della posizione sociale, della nascita, sia pure regale, della ricchezza e simili stanno agli autentici pregi personali, il grande spirito o il grande cuore, come i re da palcoscenico a quelli veri.
  • La nostra felicità dipende da quello che siamo, dalla nostra individualità, mentre per lo più prendiamo in considerazione soltanto il nostro destino, vale a dire ciò che abbiamo e ciò che rappresentiamo.
  • Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sarà sbagliato tanto spesso quanto colui che dà alle cose un colore e una previsione serena.
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