William Shakespeare, Sonetto 90

Odiami pure quanto vuoi; anche adesso,
proprio ora che il mondo mi è avverso;
unisciti ai dispetti della fortuna, spezzami,
ma non cadermi addosso quando sono già a terra.
E quando il cuore si sarà ripreso da questo colpo,
non raggiungermi alle spalle per vibrarne un altro;
a notte di vento non far seguire al mattino pioggia,
facendomi centellinare una rovina che è già nell'aria.
Se intendi lasciarmi, non aspettare alla fine
quando altri dolori mi avranno fiaccato;
viene subito all'assalto: sì ch'io assapori
sin da principio il colto gobbo della fortuna.
E gli altri guai che mi affliggono,
paragonati alla tua perdita, mi porranno inezie.

William Shakespeare
Esprimendosi.com
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