Diario di Goethe, XIII

MA mentre continuavo a meditare sulla mia sorte,
l'anima ribollente di mille maledizioni,
mi mandavo al diavolo, ridevo di me e mi sbeffeggiavo,
né tutto quell'indugio migliorava in nulla le cose,
lei giaceva addormentata, più bella ancora che da sveglia.
I lumi si abbassavano, coi lucignoli sempre più lunghi.
A una giornata di lavoro, alle fatiche della giovinezza
si unisce volentieri il sonno, e mai troppo presto.

Goethe
Esprimendosi.com
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