Gioco di ruoli

Trovo sempre un forte interesse per le opere d’arte.

Ciò che mi colpisce , molto spesso, è come veniva espressa la virilità dell’uomo in altre epoche.

Ieri ho trovato sulla mia strada questa scultura, ora non so se è una riproduzione oppure no ciò nonostante l’ho fotografata per voi, per me, per la sua bellezza e per ciò che mi ha trasmesso con quella sua espressione immortale.

Lei giovane e bella e lui, forse un Dio, più grande, energico, vigoroso, probabilmente innamorato, pare essere desideroso nel possedere la donna dei suoi desideri.

Lei sembra rifiutarsi, sembra che vuole liberarsi da quella morsa, lui, con aria decisa, determinata, sembrerebbe come se la volesse portarla nel suo regno per corteggiarla, per farsi amare, per amarla.

Tutto appare nella mia immaginazione come un gioco di coppia, la ninfa si rifiuta arrendevole  alla bellezza di quel Dio che le mostra tutta la sua forza virile, che le manifesta tutta la sua mascolinità che alla fine del gioco gratificherà la sua femminilità.

Il cane?

I due sembrano poggiarsi ad un cane, per come la interpreto io la scena, il cane è simbolo di fedeltà, ecco allora rafforzarsi la mia teoria che i due si amano e che quello è solo un gioco di ruoli dove governa un amore solido, fedele e che bramano dal desiderio di stare vicini.

Non voglio aggiungere altro, ho scattato la foto, ho immaginato la scena e anche il finale ora, lascio a voi l’interpretazione di questa immagine e anche il finale.

 

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